Antimicrobico resistenza: mortalità evitabile e disabilità nella Ue

L'impatto dell'antimicrobico resistenza (AMR) in Italia è al più alto livello in Europa con oltre 10mila morti all'anno attribuibili a queste infezioni. Un recentissimo articolo di Lancet presenta i più recenti dati sulle resistenze nei paesi dell'UE, che vedono Italia e Grecia al primo posto per impatto sanitario.

La resistenza antimicrobica è una delle maggiori sfide del XXI secolo.

La valutazione del costo di salute pubblica della resistenza antimicrobica, necessaria per guidare gli interventi politici, viene effettuata attraverso stime di parametri clinici (principalmente morbilità e mortalità) e indicatori economici (costi diretti, uso di risorse e spesa per farmaci). La maggior parte di queste stime è limitata ai paesi ad alto reddito e raccoglie i dati per adattarli ai modelli di calcolo dalla sorveglianza nazionale su campioni clinici, indagini di prevalenza o incidenza e coorti retrospettive.

Gli autori di questa indagine, stimano che nel 2015 ci sono stati 671.689 casi (95% IC 583 148-763 966) di infezioni con batteri resistenti agli antibiotici, di cui 426.277 (63,5%) sono stati associati all'assistenza sanitaria. Queste stime corrispondono a un'incidenza di 131 (113-149) infezioni per 100.000 abitanti e una mortalità attribuibile di 6.44 (5.54-7.48) decessi per 100 000 abitanti. Il tasso complessivo DALY è di 170 per 100.000 abitanti, che è simile al carico combinato di HIV, influenza e tubercolosi nello stesso anno nell'UE e nell' Area Economica Europea.

» The Lancet: "Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis"

notizia pubblicata il 22 Novembre 2018